Skip to content Skip to footer

Lettura: competizione o piacere?

Abbiamo già parlato di Anobii e GoodReads, evidenziando come grazie a questi social sia possibile incrementare la propria cultura “libraria”.

Molti utenti di Anobii e GoodReads trovano estremamente utile la funzionalità dei suggerimenti: le due piattaforme infatti suggeriscono libri che ti potrebbero piacere sulla base dell’analisi di alcuni elementi, tra cui lo storico delle tue letture. E questo è uno dei modi che permette di entrare in contatto con libri e autori nuovi: ecco che il social diventa un supporto, un consigliere fidato.

Ma si sa, ognuno trae dalle piattaforme online il meglio che desidera. C’è infatti chi avendo già una lunga lista di libri in attesa sulla propria scrivania non ha il tempo di soffermarsi ad analizzare i suggerimenti. Però una cosa la sa fare estremamente bene: aggiornare il proprio “scaffale virtuale”.

Quando la lettura è competizione 

Non tutti vedono la lettura come competizione. Ci mancherebbe. C’è gente appassionata che divora i libri, e l’aggiornamento del proprio scaffale di Anobii o GoodReads è l’ultima cosa cui pensa. O magari nemmeno è iscritta ai social. Oppure aggiorna la propria lista solo per tenere uno storico personale.

Ma qualcuno che vede la lettura come un momento competitivo c’è: e non parliamo solo di Anobii e GoodReads. Parliamo in generale. Sono ad esempio i casi di persone che ostentano la propria cultura libraria, che sono stimolati a leggere partendo dall’unica motivazione che “dai, non si può leggere solo 5 libri all’anno”. Ma può una base di partenza simile dare reali frutti?

Quando la lettura è piacere 

Ed è così che dovrebbe essere la lettura: innanzitutto un piacere. O anche formazione. Oppure un piacere formativo. O, ancora, come dice Marco Montemagno in un  video dedicato, un’esperienza. Ognuno può – e deve – trovare nella lettura una motivazione personale. Ma che sia una motivazione forte, valida. Uno stimolo interiore e con lo sguardo rivolto verso di sé e la propria crescita.

Una gara competitiva lascia il tempo che trova: nel momento in cui siamo stanchi di sfidare, oppure ci rendiamo conto che quelli davanti a noi sono irraggiungibili, l’impegno nella lettura decade. Vogliamo che questo accada?

Dove la passione supera la competizione 

I lettori più appassionati non riuscirebbero mai a stare senza libri. E qui scatta la domanda: come si distingue tra passione e competizione?

Viene spontaneo associare la passione con l’emozione. Passione è quando i libri (non tutti, ma almeno la maggior parte) ci emozionano, ci restano impressi, ci offrono input spendibili nella vita di tutti i giorni o nel nostro lavoro. Passione è quando ci dispiace aver terminato la lettura, quando consigliamo quello scritto ad amici e parenti, quando nello scorrere a distanza di anni il nostro scaffale di Anobii pensiamo: “Quanto mi è piaciuto quel libro!”. Passione è anche quando rileggiamo un libro per la seconda, terza, quarta volta.

Esiste la via di mezzo? 

Ovviamente non è tutto o bianco o nero: non esiste o solo passione o solo competizione. L’amore per i libri può comprendere anche una sorta di spirito competitivo, un interesse nel tenere aggiornatissima la lista pubblica per far sapere agli altri che ci siamo, che la lettura fa sempre parte di noi, che se qualcuno vuole consigli o desidera discutere di un autore può farlo.

È anche questo un modo per restare nelle dinamiche social, per unire condivisione e bisogno interiore. Se fa bene all’animo, ben venga.

Leave a comment