Due cuori e un detective - Chicago Summer - Sarah Bernardinello

Intervista a Sarah Bernardinello

Svizzera d’origine e veneta d’adozione, Sarah Bernardinello ama scrivere e dal 2015 è membro di EWWA, European Writing Women Association. Scopriamo di più su di lei

Ciao Sarah, raccontaci di te: come ti sei avvicinata al mondo della scrittura?

Buon pomeriggio. Scrivo da sempre. Sono una lettrice vorace, ho iniziato a leggere molto presto, e a un certo punto ho dovuto, letteralmente, mettere su carta tutto ciò che le letture facevano nascere nella mia testa. Alle medie scrivevo l’equivalente delle fan fiction di oggi, dando alle mie compagne di scuola il ruolo della protagonista, ma che allora non sapevo neanche esistessero. Scrivevo Young Adult senza saperlo, oppure fantasy pieni di cavalieri e orchi. Probabilmente era (ed è) il mio modo di sfogare un’immaginazione fertile. Ho riempito quaderni su quaderni di storie, a volte mai finite, a volte terminate e lasciate nei cassetti. Li ho ancora, quei quaderni, ogni tanto li tiro fuori per rileggere quelle storie.

Dal 2015 sei membro di EWWA, l’European Writing Women Association. Cosa significa questo per te e che ripercussioni ha sulla tua attività di autrice?

EWWA è una rete formata da esclusivamente da donne: autrici, sceneggiatrici, traduttrici, giornaliste. È un’associazione che dà la possibilità di interagire in maniera attiva e propositiva tra di noi. Nel sito preposto si possono pubblicare articoli, presentare i propri lavori, scoprire nuove idee. È un modo per sentirsi a casa. Attraverso i workshop, ci dà anche la possibilità di imparare cose nuove e avvicinare chi ha fatto della scrittura un mestiere vero e proprio.

In “Due cuori e un detective (serie Chicago Summer #1)” parli di un amore tra due uomini. Cosa ti ha spinto a parlare di questo tema e come vedi l’amore omosessuale?

Ho cominciato a leggere romanzi Male to Male quattro anni fa, per caso. Mi sono iscritta ad Amazon e ho cominciato a cercare tutto il possibile. Sono, come si dice, caduta in un vortice, tant’è che ormai leggo raramente romanzi cosiddetti tradizionali, cioè FM, e ne scrivo ancora meno. Amo moltissimo questo genere, se così si può definirlo, trovando storie dolci, tristi e dure che comunque mi danno soddisfazione come lettrice. L’amore omosessuale è amore e basta, ci sono due persone che si amano, che vogliono costruire qualcosa insieme, ed è la cosa più bella del mondo.

Ci sono altre tue opere per per particolarmente importanti di cui ci vuoi parlare?

L’ultimo romanzo uscito con Triskell, “Dammi un’occasione” della serie Chicago Season, mi è caro: racconta di una rinascita, e che l’amore (eh, sì, sempre l’amore) è ciò che spinge il mondo.

Come hai conosciuto Triskell Edizioni e quali opportunità di ha dato?

Avevo conosciuto Barbara Cinelli a un convegno EWWA, credo fosse il 2015, a Verona. Una donna da ammirare, che ha avuto il coraggio di fondare una Casa Editrice e offrire alle lettrici (e ai lettori) questo genere di nicchia, conosciuto principalmente grazie a un’altra CE. Allora, però, non avevo ancora cominciato a pubblicare; l’avrei fatto nel giugno del 2015 con un romanzo breve FM per un’altra Casa Editrice. Poi ho iniziato a scrivere MM, e ho inviato il racconto alla Triskell, nel 2016. L’opportunità è arrivata con l’annuncio che avevano accettato questa storia poliziesco-paranormal, ed è proseguita con la seconda novella pubblicata nell’agosto scorso. Un’opportunità di farmi leggere e conoscere, e di questo sarò sempre grata a Barbara e al suo team di donne fenomenali.

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