I resti del mio cuore - Martina Mori

Intervista a Martina Mori

Emiliana, da sempre un’accanita lettrice, Martina Mori ha all’attivo diverse pubblicazioni e da qualche tempo ha deciso di dedicarsi a un genere che nella letteratura classica fatica a trovare spazio: il Male / Male Romance.

Ciao Martina, dicci un po’ di te: cosa fai nella vita? E che spazio dedichi alla letteratura, sia in veste di lettrice che di autrice?

Sono emiliana e adoro la mia terra, una delle capitali del vivere e mangiare bene. Svolgo un lavoro di tipo tecnico che mi piace molto e che mi permette di venire a contatto con tante persone,  e ho una famiglia che adoro e a cui mi dedico con grande energia!

Nutro per la lettura una passione da sempre: posso avere dormito un’ora, aver affrontato la giornata più stancante di sempre, ma, in un modo o nell’altro, riesco sempre a trovare il tempo da dedicare ai libri. La lettura mi dà spunti sui quali riflettere, mi arricchisce, mi emoziona, mi collega ad altre persone. É una delle cose più belle del mondo!

Poi viene il capitolo scrittura: non sono così costante come lo sono quando leggo. Seguo spesso l’ispirazione del momento, il profumo di una bella storia da raccontare, la scia che ha lasciato la lettura di un libro. Questo mi permette di rapportarmi alla scrittura in termini appassionati: scrivo perché mi piace, perché è un interesse che voglio approfondire, perché sono curiosa e non mi fermo mai.

Quali sono i tuoi generi preferiti? Quali autori hanno formato la tua base letteraria?

La mia formazione letteraria è legata ai classici: Dumas, le Bronte, Austen e la maggior parte della letteratura inglese. Fra gli italiani moderni ho adorato Pirandello. Crescendo ho cominciato ad approcciare generi diversi: le biografie, i thriller, i romanzi contemporanei. Poi sono arrivati i romance, i chick lit, i new adult: un mondo che ho scoperto tardi, devo dire con grande rammarico. Attualmente mi muovo in uno spettro che comprende  libri storici, di costume e politica, i noir e i libri per ragazzi. Ma è sempre tutto in divenire!

Attualmente ti stai dedicando al Male / Male Romance: come mai questa scelta? Cosa ti dà questo genere che altri non riescono a darti?

Non credo di aver scelto di scrivere un Male / Male Romance: avevo una storia in mente che volevo raccontare che si è adattata quasi perfettamente all’interno a un genere che avevo scoperto da poco, l’MM appunto. Nutro un profondo rispetto per coloro che ne scrivono e che riescono a comunicare in maniera efficace vissuti, emozioni, parole che sembrano sgorgare da profondità inascoltate. Io, nel mio piccolo, ho voluto testimoniare la storia di un ragazzo come tanti che cerca il suo posto nel mondo e che per trovarlo deve affrontare, e non evitare, le sue contraddizioni, arrivando a prendere piena  consapevolezza di sé.

“I resti del mio cuore”, tua opera principale, tratta del delicato tema dell’omofobia e della paura di accettare la propria inclinazione sessuale. Pensi sia ancora oggi una paura così diffusa? O in generale vedi maggiore consapevolezza e dunque serenità?

Intorno a me vedo situazioni di ogni tipo: uomini in pace con se stessi che affrontano la vita a testa alta, ragazzi in via di formazione che hanno paura del giudizio dei coetanei, e viceversa. Credo che la paura sia legata, fra le altre cose, al non riuscire a rispecchiarsi in ciò che ci circonda, non trovare esempi da seguire o in cui riconoscersi. Maggiore spazio diamo ai temi che ci stanno a cuore, maggiori sono le opportunità che le persone si sentano rappresentate.

Come l’editoria digitale ti ha aiutato e ti aiuta a dare spazio al Male / Male Romance? Cos’hai trovato di positivo in Triskell Edizioni?

Credo che l’editoria digitale sia stata un volano di crescita per il Male / Male Romance in Italia. Non so se questo genere di nicchia avrebbe raggiunto lo stesso successo se le case editrici si fossero limitate esclusivamente alla pubblicazione in cartaceo. Sicuramente pubblicare per una casa editrice che ha puntato le sue fiches sul Male / Male Romance fin dal principio ha fatto la differenza.

Attualmente ritengo che Triskell Edizioni sia una delle case editrici più serie e apprezzate nel panorama digitale italiano: la scelta dei titoli, degli autori, le campagne promozionali, ma soprattutto la qualità del prodotto – nel contenuto e nella confezione – la stanno portando ad essere sempre più conosciuta e rispettata.

Credo che l’editoria digitale sia maggiormente fruibile, i canali digitali stessi permettono una maggiore visibilità, ma non ti viene regalato nulla: devi esserci, sempre, e per una che ha un carattere riservato come il mio e fa fatica a parlare di sé, a volte questo può rappresentare un limite. Tutto sommato però,  posso dire di aver avuto le mie piccole grandi soddisfazioni da questa esperienza – che spero vivamente prosegua (sono lenta nella scrittura, ma piena di idee… avrei bisogno di un dattilografo! 😀 ).

Ebook o libri cartacei? Da che parte stai?

La verità? Non posso fare a meno dell’uno né dell’altro. Da lettrice, in base all’umore del momento e  – lo ammetto – ai prezzi di copertina, scelgo l’uno o l’altro formato. Come ho detto prima, sono una lettrice vorace e trovo che ci sia una più ampia scelta nel digitale e prezzi più competitivi.

Vuoi leggere “I resti del mio cuore” di Martina Mori e scoprire di più sul Male / Male Romance? Acquista subito l’edizione digitale!

 

Lascia un commento

Loading...
X