Manuela Chiarottino, dall’informatica all’arte. Leggi l’intervista!

Un po’ informatica e un po’ artista, Manuela Chiarottino nel tempo libero ama dedicarsi alle arti figurative come il cernit, i quadri di sabbia e la pittura su ceramica e legno. E non solo: Manuela è anche un’autrice molto prolifica. Scopriamo di più!

Ciao Manuela, da dove nasce la tua passione per le arti e il disegno?

Ho sempre avuto bisogno di trovare un modo per esprimermi, diciamo che l’informatica era un po’ arida in quel senso, e così ecco il disegno, la pittura, il decoupage, il cernit e infine la scrittura. Il disegno, come il creare con le mani, sono forse la cosa più istintiva. E poi amo i colori, infatti tra i miei soggetti preferiti nelle figure ci sono spesso i fiori.

Sappiamo che un tuo quadro di sabbia è diventato anche la copertina del tuo primo romanzo, “Arrivano le farfalle”. Disegni e crei per te o anche per altri?

Ormai solo per me. Tempo fa avevo provato a rendere questo hobby un’attività. Col cernit avevo realizzato delle bomboniere, ho esposto in un negozio dei miei lavori di ceramica e infine pochi anni fa ho realizzato una mostra proprio con i quadri di sabbia, ma mi sono accorta che purtroppo è troppo difficile. I costi dei materiali e del lavoro non sono mai ripagati e alla fine ho rinunciato. Naturalmente ho creato anche molte cose solo come regalo per gli amici.

Hai all’attivo molti romanzi: ci dici qualcosa in più sul tuo amore per la scrittura?

La scrittura mi ha aiutato in un momento difficile, è una cosa che mi fa stare bene e ormai non riesco a rinunciarci. Scrivere è terapeutico per me.

Pubblichi sia in digitale che in formato cartaceo. Come vedi il futuro dell’editoria digitale?

L’editoria digitale ha dato la possibilità di pubblicare a molti, anche attraverso il self, ma forse adesso la cosa sta andando fuori controllo, da un lato con troppi autori che si lanciano senza essere ancora pronti e dall’altro con il fenomeno della pirateria. Bisogna proteggere la qualità e il lavoro. Detto questo il digitale non subirà certo un arresto, anzi, però… lo ammetto, sono una che porta il kindle ovunque, fa risparmiare spazio ed euro, ma adoro il libro e vorrei che accanto al digitale ritornasse un maggiore amore per il cartaceo.

Nel tuo romanzo “La rosa del deserto” tocchi alcuni temi importantissimi: sentimenti, sacrificio, valori. Com’è nata l’idea dell’opera?

Seguo Emergency, ammiro Gino Strada e il lavoro che ha realizzato. Leggendo proprio una delle riviste di Emergency, dove erano ritratte foto di bambini feriti dalle mine e ricoverati in uno dei loro ospedali, mi è scattata l’idea. Volevo parlare di diversi tipi di amore. Quello per gli altri, Lorenzo che si sacrifica per aiutare più persone possibili, quello nella coppia, nella storia d’amore che nascerà, e anche quello per se stessi, quello che Lorenzo insegnerà a Raffaele.

Quali altri tuoi romanzi ritieni particolarmente riusciti, e perché?

Arriveranno le farfalle” è il primo e se pur in parte ingenuo, per me ha significato e significa moltissimo, senza contare che c’è molto di Manuela lì. Tra i romanzi m/m amo molto “A nudo”, un self per cui ho fatto tante ricerche perché parla dei Navajo e delle loro leggende, e non solo. E poi ci sono due rosa. Uno è “Ancora prima di incontrarti”, edito con Rizzoli, l’altro pubblicato proprio da Triskell, “Un amore a cinque stelle”. È stato il vincitore di un concorso indetto dalla CE. Una storia d’amore, che tratta anche il tema della violenza domestica e del difficile rapporto tra due sorelle.

Non perderti le opere di Manuela Chiarottino, per te subito disponibili in formato digitale. Per saperne di più visita il suo sito web e la sua pagina Facebook.

Lascia un commento

Loading...
X