Breathe - Grazia Di Salvo

Disegno, psicologia e amore per la scrittura: Grazia Di Salvo

Giovane autrice molisana, nella stesura delle sue opere Grazia Di Salvo mette tutta se stessa e le sue passioni. Disegno, psicologia, segni zodiacali, relazioni umane: una personalità molto interessante nel panorama dell’editoria digitale.

Ciao Grazia, sappiamo che sei un vulcano di idee: innanzitutto raccontaci del tuo amore per i manga e per il disegno

Ciao, e grazie!

Si può dire sia iniziato tutto durante il liceo. In terza media disegnavo sempre con la mia compagna di banco, ma è stato alle superiori che mi sono avvicinata alle opere fumettistiche e d’animazione giapponese, grazie ad amici che condividevano la mia stessa passione.

Durante il liceo mi dilettavo in un sacco di racconti fumettistici di vario genere, spesso anche tratti da ciò che studiavo a scuola (in quarto e quinto liceo mi divertivo a sviluppare la Divina Commedia in stile manga!). Mi piaceva raccontare storie e vederle su carta, focalizzarmi sulle espressioni dei personaggi. Avevo bisogno proprio di visualizzarle, forse perché leggevo e guardavo davvero un sacco di titoli!

È una passione che ho continuato a coltivare anche dopo, frequentando dei corsi accademici specializzati che mi hanno portata addirittura in Giappone per uno stage di fumetto.

Diciamo che l’arte è una componente importante nella mia storia personale.

Come riesci a unire immagini e scrittura? Hai dei progetti in arrivo?

Spesso si tratta semplicemente di creare un personaggio e metterlo su carta anche visivamente, come meglio riesco. Quando ho una nuova trama in mente una delle prime cose che faccio è sempre disegnare i volti dei miei personaggi, conoscerli illustrati ancor prima di leggerli. Mi aiuta molto a farci amicizia e capirli, diciamo.

Attualmente non ho nulla in cantiere che unisca un romanzo alla parte visiva, come potrebbe avvenire per graphic novel o fumetti, ma non nascondo che ci ho pensato spesso e che non mi dispiacerebbe, se la giusta idea venisse a bussare alla mia porta. Chissà!

E veniamo ora alla psicologia, componente fondamentale per le tue opere. Come ti sei avvicinata a questo mondo?

Sembrerà una frase da psicopatico di un film horror, ma la mente umana mi affascina da morire.

Mi piace capire cosa fa scattare determinati meccanismi di autodifesa e come tutti gli avvenimenti che ci coinvolgono da quando siamo bambini fino all’età adulta siano collegati. Insomma, è un argomento che mi interessa molto e su cui, quando posso, approfondisco volentieri.

Adoro le emozioni, sono una persona abbastanza empatica e, anche per questo, cerco sempre di lavorare molto sulla sensibilità dei miei personaggi, sui loro traumi passati e su come riescano a superarli o combatterli.

È un discorso complesso che spesso viene preso alla leggera e, visto che mi sta molto a cuore, mi fa piacere documentarmi per non sbagliare nulla e rendere al meglio ciò che scrivo.

Parlaci un po’ di Breathe, la tua opera principale. Com’è nata l’idea? Qual è il messaggio che vuoi lasciare?

Ah, Breathe. Breathe è una piccola parte di me ed è un’opera che mi è molto cara perché parla di tematiche per me importantissime.

L’idea è nata durante un mio periodo difficile di qualche anno fa. Uno dei due protagonisti, Nathan, soffre di attacchi di panico e le vicende sono incentrate quasi del tutto sulla sua difficoltà di combatterli e di andare avanti, tipo di difficoltà che io capisco benissimo, purtroppo.

Il messaggio che mi piacerebbe lasciare suona quasi di cliché: andare avanti, non arrendersi e combattere i propri demoni, per quanto male possa fare. Sono fermamente convinta che si possa superare molte difficoltà già soltanto continuando a camminare, senza mai fermarsi.

Per me è importante che il mio libro sia un po’ come un abbraccio. Come a dire che non si è soli e che, con l’amore e la forza che ognuno di noi può tirar fuori, si può migliorare piano piano, giorno dopo giorno.

Com’è essere autrice da una piccola terra come il Molise? Cosa ti ha spinto a lanciarti nel mondo della letteratura?

In realtà penso che sia esattamente come essere un’autrice di una terra un po’ più grande! Certo, di sicuro nei miei libri c’è molto della mia città natale, come penso sia per chiunque, ma questa non è quasi mai la componente principale e si mischia sempre a tutti i luoghi in cui ho vissuto o che ho visitato.

In quanto alla letteratura, è una cosa che mi è sempre piaciuta. Quando ero piccola leggevo molto e anche a scuola era una delle mie materie preferite. Sono sempre stata affascinata dalla nostra lingua e dalla musicalità delle parole, così come dai classici e dai racconti degli scrittori e dei poeti del passato.

Il passaggio dal leggere allo scrivere è stato piuttosto istintivo, è un mondo in cui mi sento a mio agio, il più delle volte.

Quali vantaggi ti ha dato l’editoria digitale e quanto ti è stata utile per emergere come scrittrice?

Prima di rivolgermi alla Triskell non ero ferratissima sull’argomento e non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Devo dire di non esserne delusa, per il momento.

Che il digitale sia il futuro dell’editoria non è una novità e io stessa trovo gli ebook comodi sotto molti aspetti, da quello economico a quello pratico.

Nel mio piccolo di autrice ancora in erba penso che, anche per quanto riguarda lo sviluppo editoriale, le risorse tecnologiche facilitino di molto ogni aspetto del processo di pubblicazione in sé, dalla comunicazione con gli editori alla promozione e il contatto con il lettore, a me molto caro.

Insomma, per ora posso considerarmi soddisfatta della mia esperienza!

Hai un’opera nel cassetto? Anche tu come Grazia di Salvo vorresti entrare a far parte della grande famiglia di autori di Triskell Edizioni? Inviaci il tuo manoscritto!

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