Intervista a Francesca Rossini, insegnante, mamma e scrittrice: il suo romanzo “Io e l’altra me” disponibile in formato digitale

Francesca è un esempio lampante di donna innamorata della letteratura e di insegnante appassionata del suo lavoro: da sempre scrive e illustra storie per i suoi alunni, pubblicando opere con case editrici oppure in modalità self-publishing. Scopriamo di più.

Francesca, come riesci a coniugare passione per la scrittura e il tuo lavoro da insegnante?

Semplice, scrivo la sera, quando le mie figlie sono a letto e ho finito la preparazione delle attività per il giorno successivo. Il venerdì è il mio giorno preferito perché non ho la sveglia che rompe e posso scrivere fino a notte fonda.

Quanto è importante il tuo lavoro di insegnante ai fini della tua creatività letteraria?

A dire il vero non ci ho mai pensato, ma penso che inventare fiabe per i miei alunni alimenti molto la mia fantasia e di conseguenza la mia creatività letteraria

Quali sono i tuoi generi preferiti e perché?

Adoro i thriller, perché amo l’adrenalina che ti fa divorare le pagine con il fiato sospeso, ma mi piace anche il romance, non quello troppo smielato, ma quello con un’impronta divertente. Riassumendo sui libri mi piacciono le emozioni, che siano i batticuori romantici o quelli di tensione.

Il tuo libro più noto, “Io e l’altra me”, è ricco di colpi di scena: da dove nasce questo tuo progetto, per chi è pensato?

Nasce dalla vita reale, ho scelto appositamente una protagonista ‘normale’ non bella, non carismatica, una tipa qualunque, ma non per questo con una storia meno coinvolgente da raccontare.

È un romanzo pensato per la donna che tutti i giorni lotta con i chili di troppo, con la sua timidezza e con l’etichetta che le è stata affibbiata, così difficile da scrollarsi di dosso. È un romanzo un po’ controcorrente: non ci sono principi che salvano la bella di turno, che si fanno cambiare dall’amore rinunciando alla vita da playboy, no, qui c’è un percorso di crescita personale, di accettazione dei propri difetti fino ad arrivare a un lieto fine tutto particolare: una rivincita contro tutte le etichette, uno schiaffo in faccia a tutti gli stereotipi della storia romantica, così la vedo io.

Cosa pensi della cyber dipendenza? Cosa ti sentiresti di dire a tutti quei giovani che trovano una via di fuga solo attraverso i social, senza la forza di condurre relazioni vere e autentiche?

Non  mi sento di denigrare totalmente i social, io stessa ho conosciuto persone magnifiche, molte delle quali sono divenute importanti nella vita ‘reale’; consiglierei solo di far diventare il social un punto di partenza, una porta aperta verso luoghi lontani, un modo per riunire persone con interessi comuni, ma di passare poi alla conoscenza diretta. Quindi social sì, ma non in sostituzione a una bella chiacchierata reale, magari con passeggiata all’aperto.

Come autrice, pubblichi sia libri in formato cartaceo sia in formato digitale: quali sono i vantaggi dell’una e dell’altra modalità dal punto di vista di Francesca scrittrice?

Trovo molto comodo il formato digitale: una grossa fetta di lettori, vuoi per il prezzo, vuoi per comodità di avere ‘una biblioteca in tasca’, sceglie questo formato, che permette di superare le librerie fisiche e raggiungere molto più facilmente i potenziali lettori….in fondo basta un click no?

Per quanto riguarda il cartaceo, credo sia l’aspirazione di ogni autore: il toccare con mano la propria creatura, respirarne l’odore, sfogliare amorevolmente è una sensazione unica, una soddisfazione che dà senso di completezza al tutto. E poi vuoi mettere l’emozione di regalare una copia con dedica a chi ami?

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