Da bibliotecario ad autore. La storia di Cristiano Pedrini

Bibliotecario, appassionato di cioccolato e… autore part-time: la passione per lo scrivere di Cristiano Pedrini, bergamasco 45enne, inizia già alle scuole elementari. Scopriamo di più su di lui e sul suo percorso letterario.

Ciao Cristiano, raccontaci un po’: cosa significa per te scrivere?

Bella domanda, che spesso interroga lo scrittore su un quesito che non si pone affatto, o almeno è quello che capita a me. Il ritagliarsi uno spazio nell’arco della propria giornata per rimanere in compagnia delle proprie storie, dei protagonisti che le vivono e dei luoghi che hai scelto di fare tuo e di narrare in quelle pagine è solamente una risposta ad una esigenza che percepisci e desideri coltivare, al pari di qualsiasi altro interesse uno possa avere. Credo che scrivere debba essere visto e considerato come qualcosa di naturale, del resto la scrittura ci accompagna fin dall’alba dei tempi ma noi spesso la releghiamo a qualcosa di superfluo o di complicato e inavvicinabile…

Hai provato l’esperienza del “blocco dello scrittore”: una pausa che è durata per ben 20 anni. Cosa ti ha riavvicinato al mondo della scrittura?

Paradossalmente il riscoprire la scrittura, che sentivo mancarmi, in tutti quegli anni, è stata la risposta ad un momento di grande difficoltà personale. In quella situazione credo che la mia mente abbia voluto, ad ogni costo, offrirmi qualcosa che fosse in grado di alleviare i miei pensieri e le mie sofferenze…

Parliamo della tua opera principale, “L’ombra del principe”. Com’è nato il progetto? E quali soddisfazioni ti ha dato?

“L’ombra del principe” non è un semplice romance, e forse proprio per questo non ha tutti potrebbe piacere. In esso si intrecciano altri filoni narrativi che, a mio modesto avviso, danno a questa storia una “visione” semplicemente diversa. Il progetto nasce per soddisfare il mio desiderio di unire molti aspetti che volevo e desideravo trattare in un romanzo: il mondo del teatro, una novella di Wilde che amo, la cara Inghilterra, con i suoi casati e castelli… e il senso della riscoperta di avere un futuro e di lottare per averlo. Un romanzo che si potrebbe definire in molti modi: romantico, struggente, intimo, ma anche d’azione e perché no, una favola moderna e quest’ultima definizione, ricordiamo, sfugge alle ferree logiche materiali.

Ha senso parlare, per “L’ombra del principe”, di Romance M/M?

Direi di sì. A meno che qualcuno consideri il Romance M/M in base alle scene di sesso. Personalmente preferisco approfondire il rapporto intimo, mentale e spirituale dei personaggi e lasciare al buon lettore immaginare il resto una volta chiuso le pagine del romanzo dopo averne letto le ultime righe.

Hai pubblicato alcune opere in modalità self-publishing. Cosa significa? Quali vantaggi (e svantaggi) dà questa opzione?

Credo che il self sia un’ottima palestra, a patto di potersi circondare di buoni collaboratori, certo è necessario imparare molti aspetti che sfuggono se ci si affida solamente ad una casa editrice ma personalmente è una esperienza che consiglierei.

Cosa significa per te editoria digitale? Quali opportunità offre, sia dal punto di vista dello scrittore che dell’autore?

Lavoro in una biblioteca da oltre vent’anni e ammetto che la mia idea di libro e di lettura fa molta fatica all’approccio all’editoria digitale sebbene ad essa vadano riconosciuto molti aspetti positivi. Non la scoraggerei di certo perché il fine ultimo è invogliare e incentivare alla lettura. Personalmente preferisco di gran lunga avere tra le mani il mio libro e leggerlo sfogliandone vere pagine… il fascino del passato? No, semplicemente una scelta.

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