Per una macchia di caffè - Antonella Pellegrino

Intervista ad Antonella Pellegrino: dall’amore per la scrittura al Romance M/M

 

Napoletana con una passione estrema per tutto ciò che riguarda i libri, ha scritto il suo primo racconto alla tenera età di 11 anni e da allora non si è più fermata.

Profondamente interessata al genere Romance M/M, scopriamo come Antonella si è avvicinata al mondo M/M e come grazie all’editoria digitale riesce a parlare di amore tra persone dello stesso sesso: ecco l’intervista integrale.

Antonella, cosa significa per te scrivere?

La prima parola che associo alla mia passione per la scrittura è libertà. Sono una persona estremamente introversa e timida, e quando ero bambina ero quasi sempre sola, ad eccezione delle ore trascorse a scuola. Quindi, vivevo nella mia immaginazione, dando sfogo ai miei desideri. Un po’ come avere un amico immaginario, solo che nel mio caso erano tanti. Quegli amici immaginari, quelle voci, sono poi diventati i miei personaggi quando ho iniziato a mettere per iscritto tutto quello che succedeva nella mia testa. Scrivevo di una bambina che viveva in una fattoria, o incontrava un bambino che sarebbe poi diventato il suo migliore amico. Scrivevo di un gruppo di amici, io che facevo e ancora faccio fatica a socializzare.

Quando scrivo posso dire di essere realmente me stessa, perché riverso nei miei romanzi ciò che desidero, quei lati del mio carattere che non mostro quasi a nessuno. Scrivere mi rilassa, mi rende felice. Se sono giù di morale, mi basta mettermi al computer per stare meglio. Un po’ come una cura. Alcuni hanno bisogno di antidepressivi, a me basta iniziare a scrivere.

Tu scrivi racconti Romance M/M: da cosa nasce questo interesse? E cosa riesci a trovare in questo tipo di letteratura che altrove non trovi?

Quando mi sono avvicinata al genere M/M, non sapevo neanche che avesse un nome. Ho iniziato con due personaggi della saga Harry Potter, due amici per i quali, mentre leggevo, immaginavo uno scenario diverso. Leggevo della loro amicizia speciale, ma per me non ero solo amicizia.

Da lì, ho iniziato a scrivere fanfiction e cercarne sempre di nuove su internet. Solo allora ho scoperto che esistono libri che raccontano dell’amore tra persone dello stesso sesso, un argomento che mi sta molto a cuore da quando, un giorno di qualche anno fa, lessi un articolo su un’aggressione omofoba. E visto che tutto ciò che è nel mio cuore lo metto per iscritto, è nato il mio primo romanzo M/M per affermare ciò che pensavo: l’amore non può essere ostacolato, non c’è diversità che possa permettere alle persone di giudicare o essere violenti.

Ecco cosa insegnano, a mio parere, gli M/M: ad accettare gli altri per ciò che sono e accettare se stessi, che l’amore è uguale per ogni essere umano. I racconti del genere Romance M/M mi hanno insegnato a non giudicare. Certo, questo può accadere anche con un F/M, ma in un F/M non troverai mai un personaggio che nasconde la sua vera identità, il suo orientamento sessuale per il timore di essere rifiutato. Non troverai personaggi che combattono contro persone che vogliono loro vietare di essere felici, di amare, di avere gli stessi diritti che hanno gli eterosessuali. Non leggerai di persone che non possono sposarsi perché la politica glielo vieta o di ragazzi che vengono cacciati di casa perché amano un altro ragazzo.

Sei mai stata giudicata o etichettata per la tua preferenza verso il genere Romance M/M?

Non che io sappia. Molti lo trovano strano, i miei amici in primis. Non capiscono come io possa scrivere “certe cose”, ma forse si tratta solo di questo: non riescono a capire. Nonostante questo mi hanno sempre supportato. Ho ricevuto qualche strana occhiata da semplici conoscenti che mi hanno chiesto che genere scrivo, ma nulla di più.

Che vantaggi ti dà l’editoria digitale rispetto a quella tradizionale? Sei riuscita a trovare più spazi per il M/M?

Parlando di Romance M/M, c’è da dire che l’editoria digitale è l’unica strada. Hai mai visto libri M/M nelle librerie? No, e non so se mai li vedremo. Parlando più un generale, l’editoria digitale dà vantaggi che quella tradizionale non dà. Basta pensare al fatto che puoi avere a disposizione centinaia di libri ovunque tu vada, racchiusi in un e-reader o anche in un cellulare. Inoltre, anche i costi ovviamente sono inferiori, un aspetto sicuramente importante.

Parliamo della tua opera principale, “Per una macchia di caffè”. tocchi il tema dell’omofobia: quanto ancora è attuale questo tema nella tua città o in generale nella nostra penisola?

Mentre scrivevo di Ethan, il protagonista che ha subito l’aggressione, sentivo un forte senso di tristezza, perché lui è un personaggio di fantasia ma allo stesso tempo è reale. Quanti ragazzi ancora oggi subiscono aggressioni solo perché di un orientamento sessuale “diverso”, ritenuto sbagliato? Ma poi, chi decide cosa è diverso? Mi hanno contattato diversi ragazzi per ringraziarmi di aver toccato l’argomento omofobia e di aver fatto in modo che Ethan affronti le sue paure.

In Italia è stato compiuto un passo importante con le unioni civili, un passo che però ancora in molti non accettano o addirittura si battono affinché venga cancellato. L’Italia è uno dei Paesi europei con il tasso più elevato di omofobia. Napoli è una grande città, e i gay vengono discriminati come ovunque, ma ci sono molte associazioni che si battono affinché un giorno non si debba più parlare di omofobia. Oltre all’Arcigay c’è l’AGEDO che aiuta le famiglie dei giovani omosessuali all’accettazione, e da poco è stata aperta una casa famiglia per dare un posto a quei ragazzi rifiutati dalle proprie famiglie. Questo mi fa ben sperare.

A differenza di ciò che si potrebbe pensare, un po’ di tempo fa ho letto che al nord c’è il tasso più elevato di omofobia. A Napoli in realtà vedo molta indifferenza. Ed è questo che spero per il nostro Paese. Spero che un giorno non si debba più combattere per affermare i diritti del mondo lgbt, che una coppia dello stesso sesso possa camminare per strada mano nella mano senza essere guardati in malo modo o, addirittura, picchiati.

C’è un momento del romanzo che ritieni particolarmente significativo?

Per una macchia di caffè parla di rinascita e credo che uno dei momenti più importanti sia quando Ethan si rende conto che deve tornare a vivere, anziché continuare a sopravvivere. Ciò che ha subito lo ha distrutto e condiziona fortemente la sua vita, ma arriva un momento in cui si rende conto che deve farsi coraggio, affrontare le sue paure e tornare il ragazzo che era un tempo. Non c’è niente di più importante, a mio parere, che essere se stessi.

Cosa ti sentiresti di dire a tutti quei ragazzi che hanno paura di svelare la loro preferenza verso persone dello stesso sesso?

Direi loro che comprendo i loro timori, il desiderio di non essere diverso, di essere accettati, ma essere se stessi è fondamentale. Non sono soli, non sono diversi e non possono permettere a delle persone di influenzare la loro vita.

Voi siete gli artefici della vostra vita e nessuno può dirvi cosa fare o come comportarvi. Siate orgogliosi di chi siete e mostrate il vostro orgoglio. Fa paura, lo capisco. Ma avete il diritto di amare e essere voi stessi come chiunque altro. Se vi nascondete sarete i primi a negare a voi stessi quel diritto. Perciò, non abbiate paura di mostrarvi. Fatevi coraggio e vivete.

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