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[#Anteprima] [#Gratis] Il meglio per lei – LK Farlow

In anteprima un estratto gratuito de “Il meglio per lei” di LK Farlow. Buona lettura!

 

Prologo

Natalie

 

Alden Warner. Il miglior amico di mio fratello. Il ragazzo che amo da quando ho memoria.

Ho passato tutta la serata a guardarlo. Il che non è nulla di nuovo, comunque… i miei occhi sono attratti da lui ogni volta che è vicino.

Ne sono diventata dipendente dalla prima volta che mio fratello lo ha invitato a casa dopo scuola. E nonostante la differenza d’età di quasi quattro anni, non mi guardava nel modo in cui facevano Nate e tutti i suoi amici… con noia e frustrazione.

No, mi guardava sempre con gentilezza e pazienza. Anche quando facevo quella noiosa e appiccicosa. Cavolo, persino quando facevo la spia, non perdeva mai la pazienza con me.

Ma stanotte, non sono l’unica che guarda. No. Mi sta guardando anche lui… e porca miseria, c’è fuoco nei suoi occhi.

All’inizio, quando mia madre mi ha detto che Nate avrebbe supervisionato la mia festa, ero arrabbiata. Ma poi, Nate ha invitato qualche amico, e si è ovviamente dimenticato di controllare.

Al momento, sono nel mezzo del salotto a ballare con la mia amica Alyssa. Lui è appoggiato al muro nell’angolo della stanza, gli occhi che mi percorrono liberi il corpo, folgorati mentre muovo i fianchi al ritmo della musica.

C’è qualcosa di elettrizzante nell’aria. Quel tipo di energia che dice che tutto può succedere. La canzone cambia e chiudo gli occhi, sperando che non stia mal interpretando. Li riapro, esamino la stanza alla ricerca di mio fratello. Non si vede. Bene.

Scatto verso Alden, i fianchi che ondeggiano, e lui lo nota. Oh, eccome se lo nota. Quando mi avvicino, fa due passi avanti, portandoci faccia a faccia. «Frittellina,» mormora, farfugliando. Mi faccio coraggio, e gli accarezzo il petto con l’indice. «Balli con me?»

Anche lui studia la stanza prima di voltarsi e attirarmi a sé. Con il sedere contro di lui – oddio… è duro – lo sento afferrarmi i fianchi e iniziamo a muoverci insieme; ogni movimento, ogni gesto sincronizzato.

Sobbalzo quando le sue labbra atterrano sul mio collo. «Quando sei diventata così bella, cazzo?»

Il mio stomaco, e le zone più in basso, si contraggono. Forse ci siamo! Ti sta notando finalmente! Il ragazzo che hai sempre amato ti sta notando! urla il mio cervello.

Mi struscio contro di lui e sollevo il viso per incontrare il suo. «Non è colpa mia se ti ci è voluto tanto per notarlo.»

Le labbra scendono sulle mie, catturandole in un bacio che mi trasforma le gambe in gelatina. Ricado contro di lui, usando le superfici dure del suo corpo come supporto. Mi morde il labbro prima di allontanarsi.

Mi sorride, leccandosi il mio bacio dalle labbra mentre si allontana. Lamento subito la perdita del suo calore. Ma poi lui mi afferra la mano, e parte per le scale. Prima che me ne renda conto, siamo nella camera degli ospiti che usa quando dorme qui. Si siede sul bordo del letto e fa scorrere le dita nei passanti dei miei pantaloncini, spingendomi in avanti.

Apre il bottone dei miei jeans e io sussulto, sconvolta ed eccitata dalla sua audacia. Un ragazzo della mia età non si sarebbe mai permesso. Quando inizia a farli scendere lungo le gambe, il mio respiro accelera. Altrettanto velocemente, mi libera della maglietta lasciandomi in niente più che il completo intimo… anche il reggiseno dura poco.

Penso di sbalordire entrambi quando dico: «E tu?»

Porta le mani sul mio sedere, lo stringe, prima di percorrere i miei fianchi fino al seno. «E io cosa, Frittellina?»

«Ti togli i vestiti?»

Si sporge e prende un seno in bocca. Gemo di fronte alla sensazione sconosciuta. Ho sentito Alyssa parlare di quanto sia bello, ma questo… questo va oltre qualsiasi cosa io abbia mai immaginato. «Vuoi che lo faccia?»

«S-sì.» Riesco a dirlo a malapena a causa delle sensazioni di cui sono preda.

Si libera velocemente dei vestiti, poi mi toglie il perizoma. Mi bacia il fianco destro, quindi scende, prima di farci rotolare per portarsi su di me. Non so cosa mi faccia sentire più ubriaca… le due birre e il drink che ho preso prima, o il tocco di Alden. «Sicura, Frittellina?»

«Più che mai,» mormoro, intendendolo con ogni fibra del mio corpo.

 

1

Natalie

 

Nella lista delle cose da fare nella vita c’è sicuramente “costruire una famiglia”… da qualche parte in fondo. Tipo, dopo cose come il college e il matrimonio.

Immaginavo finito il cavolo di liceo; e invece eccomi qui, a due città di distanza, a comprare un test di gravidanza. E come se non bastasse, il possibile padre, che è anche il migliore amico di mio fratello maggiore, e la cotta di una vita, non ha neanche idea che siamo stati insieme.

Diciamo pure mortificante.

Sono abbastanza sicura di essere innamorata di Alden Warner dalla prima volta che l’ho visto. Grazie ai suoi occhi verdi come il muschio e al sorriso sbilenco, mi ero innamorata di quel ragazzo… e lo sono ancora, se devo essere sincera. E avevo pensato che finalmente mi avesse notata. Che mi avesse vista come più che la sorellina di Nate. Sono stata abbastanza ingenua da pensare che avere finalmente il seno e aver perso le rotondità dell’adolescenza gli avrebbero fatto capire subito che mi voleva tanto quanto io volevo lui.

E immagino che, in qualche modo, sia stato così. Solo che era annebbiato dalla birra. Siamo finiti a letto insieme, lui apparentemente inconsapevole della mia identità, e io convinta che non fosse affatto sbronzo.

Quella che avrebbe dovuto essere la notte più magica della mia vita, quella che pensavo sarebbe stato il punto di svolta nella nostra relazione, si è rivelata tutto fuorché speciale. Certo, ho perso la verginità con il ragazzo dei miei sogni, ma qual è il punto se non se lo ricorda neanche? Si è svegliato il giorno dopo senza il minimo ricordo dei fuochi d’artificio che avevamo creato sotto le lenzuola.

Lo sguardo vuoto che mi aveva rivolto il giorno dopo, dopo avermi chiesto perché fossi nella stanza degli ospiti con lui, rimarrà impresso nella mia mente come uno dei cinque momenti più imbarazzanti della mia vita.

Erano circa le sei e mezza del mattino quando il bisogno di andare in bagno mi aveva costretta a liberarmi dalle braccia di Alden. Mi ero messa la sua maglietta e le mie mutandine, prima di sgambettare in bagno. Una volta finito, avevo cercato di tornare a letto con lui. Il pensiero di svegliarci insieme, dopo una notte di passione, era qualcosa che aspettavo con ansia.

Riuscivo a vederlo nella mente: mi sarei voltata verso di lui, lui avrebbe sbattuto gli occhi e mi avrebbe accarezzato la guancia, prima di attirare le mie labbra in un bacio appassionato… al diavolo l’alito del mattino. Poi mi avrebbe dichiarato il suo amore, avremmo lavorato sulla distanza, sulla differenza d’età e sul fatto che fosse il migliore amico di mio fratello. Perché, sapete… l’amore!

Solo che non è andata così. No. Neanche lontanamente. Ero tornata nella stanza, lui si era svegliato e aveva chiesto subito: «Cosa ci fai qui, Frittellina? Nate ti ha mandato a svegliarmi? Quel pigrone non riesce neanche a farlo da solo.» Mi aveva sorriso addormentato, gli occhi che mi scorrevano sul corpo. «Ehi, è la mia maglietta?»

In quel momento, mi si era spezzato il cuore. Non ne aveva idea.

Con le lacrime che minacciavano di uscire, avevo scosso la testa ed ero uscita dalla stanza, lasciandolo insieme alla sua sbronza.

Allontano il ricordo doloroso, prendo una confezione da due dallo scaffale e mi dirigo alla cassa. La commessa mi lancia uno sguardo d’intesa, e mi viene voglia di urlarle che non sono per me, ma questo non farebbe che assicurarle che sono di sicuro miei.

Non appena mi dice il totale, sbatto del contante sul bancone, prendo la busta e mi precipito fuori, lasciando indietro resto e scontrino.

Troppo presto, sono nel vialetto di casa. Per fortuna, sono da sola. I miei sono al lavoro, e Nate è partito con Alden lo stesso mattino in cui mi ha inconsapevolmente spezzato il cuore, per tornare al college.

Valuto se chiamare Alyssa, la mia migliore amica, per chiederle di venire a darmi del supporto morale, ma non lo faccio. È qualcosa che devo fare da sola. Dopotutto, se sarò madre, una cavolo di madre teenager, allora devo essere forte e indipendente.

Apro la scatola e prendo lo stick avvolto nella stagnola, mettendolo poi sul mobile. Dopo aver letto il foglietto illustrativo fronte e retro, faccio il test, metto il cappuccio e lo rimetto sul mobile, e aspetto.

Ho tre minuti da ammazzare, quindi imposto il timer e faccio un giro sui social. Annoiata da Facebook, passo a Snapchat. Il primo snap che vedo è di mio fratello. Lo apro, per poi pentirmene subito. Sullo schermo appare un breve video di Alden e di una studentessa che si strusciano a una festa.

Il cuore mi fa male. E come se volessi punirmi, passo a Facebook e apro il suo profilo. Proprio lì, in blu e in grassetto, le parole che mi spezzano il cuore: In una relazione con Mia Collins. Fisso quelle sei stupide parole finché gli occhi mi si riempiono di lacrime.

Alla fine, il suono della sveglia interrompe l’incantesimo. Chiudo l’app e mi preparo, determinata. Qualunque cosa dica quel test, andrà tutto bene.

Forse.

Penso.

Inspiro a lungo, poi espiro, lasciando ricadere gli occhi sul test sul bancone.

Due linee rosa.

Cazzo.

 

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